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Poco e iodato!

  • by Admin
  • 11/12/2018

In Italia, come in tutti i paesi occidentali, il consumo di sale è più del doppio della dose indicata come ideale, con conseguenze anche gravi come l'ipertensione arteriosa.

Il sale inoltre è sospettato di favorire l'insorgenza di tumore allo stomaco. Infatti il paese con il più alto tasso di incidenza di tumore allo stomaco è il Giappone, dove la tradizione di mangiare pesce salato e vegetali conservati in salamoia porta ad un consumo medio giornaliero di circa 20 grammi di sale a testa.

Senza il sale però non c'e' vita. È una miniera di sostanze di cui il nostro corpo ha bisogno, viene usato in cucina ma anche per ottenere preparazioni cosmetiche e farmaceutiche. Per produrlo bastano mare, sole, vento ed il lavoro dell'uomo, uguale da millenni. La produzione in italia si divide principalmente tra le saline di Trapani , di Margherita di Savoia in Puglia (le più grandi d'Europa) e di Sant'Antioco in Sardegna.

Come viene ottenuto il sale raffinato?

Il sale marino raffinato e' trattato in diversi modi. In genere, si fa evaporare l'acqua salata, cio' che resta viene messo a seccare al sole e quindi ridisciolto in acqua, filtrato, rievaporato e cristallizzato. Il sale che troviamo ovunque in vendita ha subito un trattamento di "bellezza" molto vario ed è composto di cloruro di sodio al 98-99%: viene lavato e conseguentemente addizionato con sostanze essiccanti quali il carbonato basico di magnesio, il fosfato di calcio, il carbonato di calcio, il silicato idrato di calcio, ed infine per sopperire alla deficenza di iodio che, con il succitato lavaggio è stato asportato, il sale viene addizionato anche con ioduro di potassio assieme a destrosio che in pratica è una forma di zucchero impiegato per stabilizzare lo iodio.

In Italia esiste la pessima abitudine di consumare eccessive quantita' di sale e prodotti conservati con esso, consumiamo circa 15 gr di sale a testa ogni giorno, contro i 5-6 gr consigliati dai medici e nutrizionisti. Come se cio' non bastasse, il sale raffinato, avendo un gusto artificialmente troppo forte, desensibilizza le papille gustative della lingua, portandoci a salare sempre più per poter apprezzare il gusto dei cibi.

Il sale naturale, quello prodotto per evaporazione naturale dell’acqua di mare (non inquinata) è composto più o meno equilibrato nella sua struttura: oltre a cloruro di sodio, cloruro di magnesio, solfato di magnesio, al solfato di calcio, al solfato di potassio, al carbonato di calcio, al bromo e allo iodio, troviamo anche tracce di tutti i minerali conosciuti come boro, bario, silicio, fluoro, litio, manganese, zinco, fosforo, rame, argento, ecc. che consentono al nostro corpo di funzionare in maniera ottimale (e che purtroppo l’alimentazione moderna/raffinata non contiene). Inoltre è naturalmente povero di piombo. Sono molti i cibi che ci fanno introdurre un contenuto di sale eccessivo per la nostra dieta.

E' opportuno sostituire con il sale marino quello gia' comunemente usato: e' di facile reperibilita', il costo varia secondo la provenienza e la lavorazione, esiste in formato sia grosso che fino. E naturalmente e' opportuno anche provare a ridurne la quantita'. Molto spesso siamo portati a salare troppo i cibi perché li troviamo poco gustosi: insaporendoli con erbe aromatiche, quali il rosmarino, la menta, il basilico, la salvia, l'origano e soprattutto aglio e cipolla, si puo' constatare che il gusto dei cibi si arricchisce enormemente, non essendo più "coperto" dal gusto del sale.

Se poi si riuscisse a controllarsi ed a cucinare un po' più insipido per qualche tempo, il senso del gusto parra' risvegliarsi… provare per credere! 

Per una pizza ci sono circa 2100 mg di sale (a chi non è venuta sete dopo una serata in pizzeria?), un etto di bresaola ne ha 1500 mg e un etto di prosciutto crudo oltre 2500 mg. Quindi, una persona che si trova a dieta di sale, deve fare molta attenzione anche agli alimenti che lo contengono: salumi, pane, biscotti, prodotti da forno, snack, salse pronte, alcuni tipi di burro, formaggi, precotti, surgelati, pasta pronta (tortellini, sfoglie, ecc.), frutta secca industriale, scatolame, ecc..

Gli organi predisposti a mantenere l'equilibrio di tale sostanza nell'organismo sono i reni che la eliminano o la riassorbono a seconda che si sia in presenza di un eccesso o di una carenza. Il consumo eccessivo di sodio può favorire nelle persone predisposte l'insorgere dell'ipertensione arteriosa ed è quindi necessario limitarne il consumo.