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Sale marino o salgemma?

  • by Admin
  • 11/12/2018

Perchè è preferibile usare il sale marino rispetto al comune sale da cucina raffinato - Il sale comune che si trova in commercio, detto anche salgemma, è formato in parte maggiore da cloruro di sodio, la cui percentuale viene aumentata dopo esser stato raffinato, può arrivare al 96/97 %. Il sodio è un minerale che dev'essere assunto con moderazione in particolar modo da chi soffre di ipertensione dovrebbe essere evitato il più possibile.

Al contrario il sale marino, è più ricco di minerali diversi dal sodio, per esempio, iodio, rame, zinco e bromo, la cui presenza riduce la percentuale di cloruro di sodio presente. Possiamo ridurre il nostro consumo in quanto il sale marino sala di più traendone numerosi vantaggi sotto l'aspetto sanitario.

Il sale che troviamo ovunque in vendita è stato privato di tutte le sue naturali sostanze "vitali" e risulta quindi composto per il 99% da Cloruro di Sodio. Nel sale marino integrale o lavato sono presenti invece sostanze indispensabili al buon funzionamento dell'organismo, in proporzione ideale e perfettamente equilibrate tra loro come calcio gr. 8, magnesio gr. 10, potassio gr. 0,8, ferro mg 32, rame mg. 1,8, iodio 54 mg., manganese mg. 2.5, zinco mg. 5.3, e molti altri in quantità minore. 

Ecco fatta la prima parola magica a proposito del sale!

Il sale, alimento così "normale" e necessario, è quasi un elemento della nostra quotidianità e della nostra identità socio-culturale. Tuttavia il suo uso non ha limiti geografici, il valore attribuitogli non è legato a luoghi o ad abitudini alimentari bensì alla sua indispensabilità . 

Per questa ragione fu annoverato tra i primitivi mezzi di scambio, tra quelle merci che, come l'oro ed i generi di prima necessità , rappresentavano un valore costante ed erano comunemente accettate.

La sua necessità ed il conseguente valore intrinseco favorirono e determinarono la sua coltura nel trapanese attraverso il complesso impianto delle saline e dei mulini per l'allagamento del territorio e la prima lavorazione del sale.

L'organismo abbisogna dell'apporto di sale, anche se ogni alimento contiene una certa quantità di sali; le medie statistiche attestano intorno ai sette chilogrammi annui pro-capite il consumo di questo alimento nelle aree economicamente sviluppate. Il sale, oltre al cloruro di sodio di cui si controverte, apporta alla dieta cloruro di potassio, che entra tra i suoi componenti e che è prezioso, assieme al sodio, agli scambi osmotici ed all'equilibrio acidobase del plasma sanguigno.

Inoltre l'uso del sale marino è determinante per il mantenimento del sapore dei cibi, rispetto al salgemma non perfettamente idoneo all'uso alimentare, può essere usato in quantità ridotta perché è il doppio più solubile del salgemma che, non sciogliendosi a bassa temperatura, a volte viene ingerito senza alcun vantaggio.